Una nuova linea marittima in partenza dalle nebbie dell'Interporto
di Civitavecchia

A metà febbraio un (misterioso) ro-pax dovrebbe collegare traffici di prodotti chimici dalla piattaforma logistica retroportuale a Marsiglia per conto dello sviluppatore Geochem Logistic

Published: 01/02/2016Prosegue tra schermaglie, ripicche e rappresaglie assolutamente incongruenti e al limite dell'autolesionismo, a parere dei diretti interessati, il turbolento rapporto d'affari tra ICPL Interporto di Civitavecchia e lo sviluppatore Geochem Logistic Srl (Gruppo Seasif), incaricato tramite un contratto di servizio biennale di risollevare le sorti di una piattaforma morente per mancanza palese di business (e già dichiarata fallita dal Tribunale nel 2014, a fronte di un buco accumulato nel corso degli anni da 21 milioni di euro di perdite e 56 milioni di euro di debiti).

Dallo scalo laziale – l'interporto è situato a brevissima distanza dalle banchine del 'Porto di Roma' – rimbalzano quasi quotidianamente notizie di clamorosi disaccordi tra le due parti, che si esplicitano in maniera quasi assurda. L'ultima notizia, verificata tramite la sua stessa vittima, è quella che ha visto negare l'accesso, al suo regolare posto di lavoro all'interno dell'infrastruttura, al titolare stesso di Geochem, Franco Favilla, lasciato ad attendere per ore fuori dalla cinta aziendale prima di poter entrare e così accedere al proprio ufficio; e pare che in una circostanza l'imprenditore milanese avesse anche portato dei potenziali clienti in visita…quale peggiore figura per stroncare sul nascere una trattativa finalizzata a sviluppare il business e a portare traffici? Questa e altre 'incredibili' vicende, nell'inerzia quasi assoluta di quelli che continuano ad essere, malgrado il conclamato fallimento della 'bad company', i gestori dell'infrastruttura ancora tenuta in concessione tramite la 'newco', continuano logicamente ad alimentare dense nubi sopra ICPL, ponendo costantemente d'attualità i soliti quesiti di difficile (ad oggi) risposta: che succede dentro all'interporto? Quali sono i futuri scenari in prospettiva?
La concessione pubblica assegnata dal Comune al soggetto fallito, che fa capo all'imprenditore De Angelis, sembra sempre in procinto di vacillare, ma tuttora resiste a dispetto delle ripetute esortazioni al Sindaco Cozzolino a fare chiarezza su quanto succede oggi, facendovi accedere una apposita commissione di indagine comunale (guidata dal presidente Sandro De Paolis), e nel caso di stranezze ravvisate, dunque a revocarla. Si invoca il sopralluogo per verificare che i fondi (6 milioni di euro) erogati dal Cipe a favore di ICPL siano stati effettivamente impiegati per la realizzazione delle infrastrutture (adeguamento del sedime, messa in sicurezza del perimetro, spostamento dell'acquedotto interferente, messa a norma degli spazi e dei gruppi di raffreddamento, certificazione e revisione dei binari ferroviari, ripristino dei servizi necessari).

In particolare, il segretario confederale dell'UGL Fabiana Attig critica pesantemente l'inerzia dell'amministrazione municipale nei riguardi di un soggetto senza più i requisiti di legge per poter operare all'interno della piastra logistica, creando un danno erariale. “Perché il Comune non attiva la procedura della decadenza della concessione in autotutela amministrativa? A chi giova mantenere in piedi un diritto di concessione a un soggetto fallito?” chiede la rappresentante sindacale, segnalando che Geochem a novembre 2015 si era detta disponibile a impegnarsi, attraverso una concessione temporanea, per dare continuità aziendale all'impianto e riassorbire tutti i dipendenti a pari condizioni, oltre ad assumere altre 150 unità lavorative".

La procedura fallimentare in capo al Tribunale di Civitavecchia è ancora in corso e non bene delineata, se è vero che la gara indetta a inizio novembre 2015, pur senza andare (del tutto) deserta, non ha risolto nulla.

Le burrascose vicende citate hanno indotto ICPL a fare chiarezza, dichiarando che “la nostra società sta sviluppando l'attività logistica in un contesto economico assai difficile ma è comunque riuscita a garantire tutti i posti di lavoro e il regolare pagamento degli stipendi. In realtà non è successo nulla di spiacevole poiché tutto è riconducibile a un normale rapporto contrattuale nel cui ambito ICPL ha semplicemente esercitato i propri diritti; Geochem Logistic Srl ha un contratto di fornitura servizi logistici integrati con utilizzo degli spazi non in esclusiva, che non implica pertanto la facoltà di poter accedere all'area dell'Interporto a proprio piacimento, ma solo seguendo precise modalità operative con obblighi informativi nei confronti del concessionario (in specie, non rispettati)".

Immediata la replica – anche a mezzo di un legale – della società parte del gruppo di investimenti con sede legale a Lugano, che – confermando come si sia pregiudicata la conclusione dei nuovi accordi commerciali che con fatica era riuscita a procacciare - così ricostruisce gli accadimenti.

“Siamo stati chiamati a sviluppare la struttura, pertanto ci è stato affidato il preciso compito di procurare contratti e intercettare clienti, cristallizzato nel contratto sottoscritto il 1° settembre 2015, che autorizza espressamente lo sviluppatore, nell'ottica di un lavoro sinergico, a indicare i modi attraverso cui arrivare al risultato cui si mira, ovvero il rilancio della piattaforma; l'autorizzazione all'ingresso riguarda esclusivamente l'accesso delle merci nell'impianto, e non del management incaricato dello sviluppo territoriale. Un simile atteggiamento, oltre a palesarsi incomprensibilmente autolesionista, crea problemi di credibilità e di natura risarcitoria: se siamo stati chiamati a fare un lavoro, perché ci viene sistematicamente impedito di farlo?".

Geochem – che sostiene, forse un po' ingenuamente – di “avere appreso solo dai giornali che la struttura è sottoposta a curatela fallimentare, che trattasi di concessione pubblica non suscettibile di essere trasmessa al altro soggetto in sublocazione e/o affitto di ramo di azienda, che vi è il pericolo di una revoca per difetto dei requisiti dell'originario assegnatario (che pare non sia il firmatario del nostro contratto)”, si pone il dubbio “se l'obbligazione contrattuale che ICPL ha assunto con noi abbia ottenuto il placet preventivo delle competenti autorità” temendo evidentemente per la legittimazione del proprio ruolo a Civitavecchia, a tutela del quale minaccia, non velatamente, di ricorrere alla vie anche legali “qualora gli impegni assunti da ICPL nei nostri confronti siano privi dei necessari crismi, anche a fronte del lavoro svolto in questi mesi e dei contratti da noi sottoscritti a favore dell'impianto".

Da un'autostrada del mare la salvezza della piastra logistica laziale?

Geochem Logistics, subentrata a metà del 2015 con l'incarico precipuo di sviluppare le attività e di mantenere l'occupazione, ponendosi come orizzonte temporale l'arco di 2 anni (scadenza dell'accordo nel luglio 2017) pare che le stia provando tutte.

L'ultima iniziativa riguarda il settore marittimo; un servizio traghetti merci che sarebbe pronto a partire a metà febbraio tra il vicinissimo porto di Civitavecchia e quello francese di Marsiglia, con attaccato un piano strategico di sviluppo il cui volume d'affari è stimato tra i 12 e i 24 milioni di euro annui, a seconda evidentemente che la frequenza del collegamento sia settimanale o diventi bisettimanale (se non addirittura trisettimanale).
Il (per ora misterioso) traghetto, che sarebbe già stato individuato sul mercato, dovrà servire traffici di prodotti chimici e di prodotti alimentari trasportati su mezzi rotabili, trailers e semirimorchi.

"Si tratta di un ro-pax dalle seguenti caratteristiche: 190 metri, capacità di 120 trailers e 45 cabine a bordo” conferma Franco Favilla a Ship2Shore. “Non è possibile dare l'annuncio ufficiale né fare il nome della compagnia di navigazione che sarà impegnata o della nave per procedure di riservatezza. A Civitavecchia il servizio sarà curato dall'agenzia marittima Antioco Bellettieri (quella che fa capo alla Compagnia Portuale ed è attualmente guidata dal Presidente Massimo Soppelsa, che ha rimpiazzato al vertice Sergio Serpente, nda). In questa fase stiamo scegliendo l'agente marittimo su Marsiglia".
Un contratto che alcune voci in Francia hanno assegnato alla SATM di Olivier Cèbe, agenzia marittima di La Seyne sur Mer (Tolone) che cura già la Corsica Linea, partita da inizio gennaio con il collegamento servito dal ro-ro Stena Carrier, e che in passato, tra 2008 e 2009, aveva seguito il servizio congiunto di Grimaldi e Louis Dreyfus fra Tolone e Civitavecchia al servizio del traffico delle auto curato da Gefco.
Poi Favilla torna sulle incresciose recenti vicende che lo hanno direttamente coinvolto.
“Mentono a se stessi” esordisce con riferimento esplicito alla società di Franco De Angelis. "Eppure sono 8 mesi che ci diamo da fare per dare anche un futuro ai 150 dipendenti. La linea di Marsiglia non è l'unica, in questo periodo abbiamo lavorato alacremente e adesso abbiamo in totale ben 8 target su Paesi diversi." L'imprenditore pone l'accento sulla necessità di sbloccare una chiara situazione di impasse.

“Abbiamo un problema serissimo: l'interporto non si può utilizzare. Sarebbe meglio se lo gestisse il Comune il curatore. Preciso che noi di Seasif non abbiamo nessuna mira di acquisto, a differenza di chi considera questo asset solo uno sviluppo immobiliare su cui speculare".
Di nuovo palese il riferimento a De Angelis, che avrebbe provato a ricomperarsi, sotto altre spoglie, l'Interporto al primo giro di gara dello scorso 4 novembre. A quel tender, indetto dal curatore Angelo Novellino – che non ha potuto chiarire a Ship2Shore i relativi esiti – pare infatti essersi presentata, tramite un emissario, proprio una società del costruttore romano, con un'offerta di denaro giudicata incongrua. Si era fatto il nome, ufficiosamente, della società Coronet Victory Limited, una fiduciara di diritto inglese con sede a Londra che è un evidente copertura di terzi.

Una soluzione che pertanto non soddisfaceva il curatore, tanto che questo mese era in programma un'altra gara, a cui si confida risponderanno più proponenti.

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